giovedì 22 ottobre 2009

Solo un pò di sole e un viale alberato


Sto scrivendo con gli occhi commossi. Sono felice, davvero. C'è stata una girandola di pensieri oggi nella mia testa ed ecco che ritornano tutti a comporre un cerchio, un tondo perfetto, di cui è impossibile definirne la grandezza. So solo che le sue linee si stanno facendo ben marcate, stanno andando a formare una personalità. Quel cerchio sono io e piano piano mi sto definendo. Forse ho percorso solo una piccola parte della circonferenza, ma ne vado fiera. Certo, non ce l'avrei fatta da sola. Ho la costante necessità di avere l'approvazione di chi mi sta a cuore e non metterei nemmeno un punto ben definito senza che qualcuna di queste persone mi desse il suo sorriso più sincero. Non chiedo altro. E non do altro. E' questo che dono quando incrocio lo sguardo di qualcuno, di una donna che cammina lungo il viale alberato nonappena un pò di sole spunta dalle nubi che hanno già scaricato e ripromettono pioggia, né a quello di un'anziana signora che anche lei approfitta del poco sole e si fa accompagnare dalla nipotina che le regala una foglia tutta inzuppata, né al ragazzo che si allena per la squadra di calcio, né alla panchina su cui c'è una scritta " + CANI, - TV", mentre anche io mi sento viva, corro o cammino, ascolto la musica e faccio attenzione alle parole, che mi portano ai pensieri, alle facce delle persone per me importanti. Una canzone ha il ritmo per farmi immaginare una coreografia, un'altra è proprio triste, un'altra ancora è speranzosa e combattiva, un'altra simpatica e un'altra proprio da incazzati. E con le canzoni aumento o rallento il passo. La musica è parola. Le parole sono movimento. Il movimento è metamorfosi. Metamorfosi è vita. Vivo. Sorrido. Grazie a voi.

lunedì 19 ottobre 2009

L'amour..che angoscia!???


A detta di Freud l'angoscia è uno stato affettivo. E' uno stato in quanto prescinde dall'oggetto; la paura, ad esempio, al contrario, richiama l'attenzione sull'oggetto, non si ha paura e basta, si ha paura di qualcosa.. Ed è un affetto. Che cos'è un affetto? Sigmund definisce l'affetto come scariche motorie accompagnate dalla sensazione di piacere o dispiacere. Inoltre è sedimento di una reminescenza.

Che cosa avrà voluto dire???

Beh, che Sigmund sia una persona particolare è noto un pò a tutti.. Una genialità carica di pazzia e..fissazioni strane...

Però..che abbia torto? Più che altro è contorto.. Ma non per questo non mi sforzo di capirlo e a leggere questa pagina di definizione dell'angoscia mi sono un pò persa nei miei pensieri..e ho pensato che potremmo applicare innanzitutto la proprietà transitiva alla sua prima definizione introducendo le caratteristiche dell'innamoramento.

Anche l'innamoramento è uno stato affettivo. La scelta dell'oggetto d'amore è completamente arbitrario e per questo è uno stato. Provoca indubbie scariche motorie, che possono essere i battiti del cuore, la fuga verso l'oggetto d'amore, la voglia di raggiungerlo e farlo; è indubbiamente accompagnato da sensazioni di piacere e di dispiacere al privarsene ed è sedimento di una reminescenza, cioè ci si trova in una condizione già sperimentata, una condizione di benessere che possiamo anche non ricordarci ma c'è stata e vi ci riconosciamo.

Allora l'innamoramento è un'angoscia? Ritornando alla nostra proprietà transitiva si.. dovremmo riconoscerlo. A fin dei conti direi proprio di si, perchè i sintomi dell'angoscia sono il restringimento del respiro, l'avvertimento del pericolo della perdita e va compresa anche la deviazione della libido sull'oggetto d'amore. Infine è uno stato affettivo completamente inconscio, nonostante sia razionale e comprensibile. Potrebbe o no essere questa la definizione d'amore?


Yours, Vane

martedì 13 ottobre 2009

Congestione cerebrale


Una congestione nasale fa sentire anche la testa pesante, la si percepisce colma. Piena di pensieri, di immagini, di desideri, di voglie e privazioni, di paure e di gioie, di sogni e delusioni, di dimostrazioni e rimproveri. Non c'è più spazio, perchè c'è tutto. Si respira con la bocca e anche l'aria si fa sentire nella sua consistenza ed essa stessa riempie. Secca la bocca e si parla meno, si ascolta di più e quello che si ascolta rimane di più all'interno. E la tendenza a chiudere gli occhi fa sì che si pensi di più. E' un circolo vizioso. E le bustine all'arancia non riesco prorio a buttarle giù...

mercoledì 30 settembre 2009

Apologia al blog


Caro blog,

mai e poi mai avrei pensato di scusarmi con te. Sei stato abbandonato, non considerato affatto, quasi dimenticato. Presento la mia apologia che è fatta non di scuse ma di racconti. I fatti che mi hanno allontanato da te sono stati tanti, sono stati sommati e ti hanno tolto tempo. In verità hanno tolto tempo a me, ai miei pensieri, all'espressione di una frase, un concetto cogitato durante la giornata. I fatti sono stati doveri, sono stati preoccupazioni, ma anche svaghi, viaggi e divertimenti. Non ho voglia di annoiarti con relazioni dettagliate di questi, fidati.

Cosa vuol dire fidarsi? Bè, in effetti, per te, oggetto della tecnologia dovrebbe essere alquanto difficile.. Magari lo capisci da ome battono in fretta le dita sulla tastiera o dal numero di 111000111001001 che perchepisci sulla tua CPU, tra esseri umani è diverso, ma allo stesso modo complicato. C'è chi dice che basti quardarsi negli occhi, c'è chi dice che la fiducia è frutto di una profonda conoscenza consolidata da esperienze e dimostrazioni. Ti ho dato un esempio irrazionale e un esempio razionale. Per me è difficile definirla, si fa di entrambe. Requisito fondamentale è la complicità, il sapere o meglio il percepire un senso di tranquillità e serenità quando ci si trova di fianco all'altra persona. Perchè diremmo altrimenti "ispirare fiducia"? Ha qualcosa di razionale l'ispirazione? No, è genio, è magia, è una scintilla, un'emozione. C'è ma non è concreta e poi si attualizza, si concretizza.. in fatti, che diventano dimostrazioni per l'altro.

Chissà, caro blog, se nel tuo sistema binario riesco a ispirarti fiducia.
Yours,
Vane

venerdì 4 settembre 2009

Givin' life to live





Cuore: questa parola serve per moti o desideri di ogni genere, ma ciò
che è costante è che il cuore - negato o rifiutato che sia - vuole essere un
oggetto di dono.


E' questa una definizione che arriva dalla pagina di un libro, Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, fermatasi imprevedibilmente mentre il polpastrello del pollice accarezzava il bordo della pila di fogli.

Definire il cuore è definire la vita. Un dono. Vivere è gestire il cuore, farlo muovere, farlo desiderare, metterlo in gioco. Donarlo con il timore che venga respinto, che venga negato. Non importa. Donarlo significa comunque riceverne un altro in cambio.

Il mutuo scambio di vite è un mutuo scambio di cuori. E forse non è necessario parlare di scambio tra esseri umani o tantomeno restringere la categoria agli innamorati; donare il cuore per un'amicizia, per ricevere un sorriso, per un bel quadro, per una bella poesia, per una bella musica ha lo stesso valore. Un altro cuore in cambio, un altro vulcano di emozione, un'altra gioia, fanno in modo di riempire il vuoto che ha lasciato il cuore che si è donato per primi.

Nessuna paura a darne a piene mani, per qualsivoglia motivo; è la sua natura.

mercoledì 2 settembre 2009

Step by step



Passo dopo passo. Sempre in avanti. A volte solo con la punta delle dita, a volte è solo un giro, a volte sono due, a volte la scarpa è comoda, a volte fa male, stringe, da noia. Ma il passo è sempre in avanti. E la coreografia c'è, è tutta in testa. E' un sogno, ma non è prestabilito, è immaginazione, quindi può variare, modificarsi. Mai cambiare, mai "tornare indietro", ricordarsi, si, e magari quel passo non farlo più. L'importante è continuare. E senza fretta.
E testa avanti, schiena dritta e culo stretto. (Questa c'è sempre a fine elenco..!!)
E cinq, sè, sett, ott...
Yours,
Vane

domenica 30 agosto 2009

Fulmini a ciel sereno.


Fenomeno strano quello dei fulmini a ciel sereno. Eppure perfettamente spiegabile in determinate condizioni fisiche. Il senso traslato del congiunto di parole è "evento, spesso piacevole, inaspettato". Seppur visti da lontano hanno il potere di scaricare un pò di adrenalina nel corpo; un misto di paura e fascino. Desideri scoprirne le cause e allo stesso tempo rimanere ammaliato da tale spettacolo. In più una notte di spensieratezza e confusione, di tachicardie e voglia di ballare. La condizione atmosferica e quella contingente si sono combinate alla perfezione. I fulmini erano comunque lontani, non ancora qui.

Yours,

Vane