domenica 22 novembre 2009

L'incontro di due punti interrogativi


C'è un tizio, un autore ispanoamericano, che aveva preso come centro della sua opera un'immagine; quella del cigno. O meglio, la forma del collo del cigno. Un punto interrogativo. Questo tizio, lo chiameremo sig. Ruben Darìo, ha detto che in quella forma, in quell'animale, c'è raccolto il mistero della vita.

Ecco che i cigni diventano due, la forma di punto interrogativo muta e diventa un cuore. Il mistero così si risolve in una nuova forma, che si chiama amore.

E' allora vita, solo vita. Il punto del punto inerrogativo non c'è, svanisce tra le altre particelle di acqua che sostengono i cigni, che nutrono il cuore.


Yours, Vane

domenica 15 novembre 2009

Il cuore nel freezer


La scorsa notte ho sognato di mettere delle parole, un quaderno e la mia agenda/diario nel congelatore. Andavano conservati bene. E a lungo tempo. Il quaderno era uno che ho comprato di recente, un bel raccoglitore rosso scarlatto nel quale andranno tutti gli appunti del semestre, insomma un oggetto importante, fondaemntale al momento. L'agenda è tutta me adesso. E' preziosa, qualificata da una carica affettiva inestimabile, contiene già ricordi, custodisce segreti e progetta piani futuri e conserva pagine color ocra ancora finissime, dolci, da riempire (fatto caso alla consonanza "color ocra ancora..? ah pperòò!). Sicuramente un bene di altissimo valore. Ed infine le parole. Sì, anche quelle mettevo nel congelatore. Sono sicura fossero parole sentite la sera prima, tanto dense di emozione da assumere una consistenza. Fatte per essere messe lì, incastonate in luogo segreto e magico, cristallino. Fatte per essere rese immutabili, per essere viste e rilette ogni volta che lo si necessiti, sempre dello stesso colore caldo, pronte a fare rivivere un momento, uno di quelli che riprende la palpitazione al cuore per un secondo al solo pensiero.

Il pensiero nel sogno diventa immagine, nell'interpretazione poi si stabiliscono quei meccanismi di combinazione immagine e significato.

E se fosse:

Vane=Freezer

Oggetti affettivi+colore rosso=Cuore


Yours,

Vane

(mani fredde, cuor sincero)

giovedì 22 ottobre 2009

Solo un pò di sole e un viale alberato


Sto scrivendo con gli occhi commossi. Sono felice, davvero. C'è stata una girandola di pensieri oggi nella mia testa ed ecco che ritornano tutti a comporre un cerchio, un tondo perfetto, di cui è impossibile definirne la grandezza. So solo che le sue linee si stanno facendo ben marcate, stanno andando a formare una personalità. Quel cerchio sono io e piano piano mi sto definendo. Forse ho percorso solo una piccola parte della circonferenza, ma ne vado fiera. Certo, non ce l'avrei fatta da sola. Ho la costante necessità di avere l'approvazione di chi mi sta a cuore e non metterei nemmeno un punto ben definito senza che qualcuna di queste persone mi desse il suo sorriso più sincero. Non chiedo altro. E non do altro. E' questo che dono quando incrocio lo sguardo di qualcuno, di una donna che cammina lungo il viale alberato nonappena un pò di sole spunta dalle nubi che hanno già scaricato e ripromettono pioggia, né a quello di un'anziana signora che anche lei approfitta del poco sole e si fa accompagnare dalla nipotina che le regala una foglia tutta inzuppata, né al ragazzo che si allena per la squadra di calcio, né alla panchina su cui c'è una scritta " + CANI, - TV", mentre anche io mi sento viva, corro o cammino, ascolto la musica e faccio attenzione alle parole, che mi portano ai pensieri, alle facce delle persone per me importanti. Una canzone ha il ritmo per farmi immaginare una coreografia, un'altra è proprio triste, un'altra ancora è speranzosa e combattiva, un'altra simpatica e un'altra proprio da incazzati. E con le canzoni aumento o rallento il passo. La musica è parola. Le parole sono movimento. Il movimento è metamorfosi. Metamorfosi è vita. Vivo. Sorrido. Grazie a voi.

lunedì 19 ottobre 2009

L'amour..che angoscia!???


A detta di Freud l'angoscia è uno stato affettivo. E' uno stato in quanto prescinde dall'oggetto; la paura, ad esempio, al contrario, richiama l'attenzione sull'oggetto, non si ha paura e basta, si ha paura di qualcosa.. Ed è un affetto. Che cos'è un affetto? Sigmund definisce l'affetto come scariche motorie accompagnate dalla sensazione di piacere o dispiacere. Inoltre è sedimento di una reminescenza.

Che cosa avrà voluto dire???

Beh, che Sigmund sia una persona particolare è noto un pò a tutti.. Una genialità carica di pazzia e..fissazioni strane...

Però..che abbia torto? Più che altro è contorto.. Ma non per questo non mi sforzo di capirlo e a leggere questa pagina di definizione dell'angoscia mi sono un pò persa nei miei pensieri..e ho pensato che potremmo applicare innanzitutto la proprietà transitiva alla sua prima definizione introducendo le caratteristiche dell'innamoramento.

Anche l'innamoramento è uno stato affettivo. La scelta dell'oggetto d'amore è completamente arbitrario e per questo è uno stato. Provoca indubbie scariche motorie, che possono essere i battiti del cuore, la fuga verso l'oggetto d'amore, la voglia di raggiungerlo e farlo; è indubbiamente accompagnato da sensazioni di piacere e di dispiacere al privarsene ed è sedimento di una reminescenza, cioè ci si trova in una condizione già sperimentata, una condizione di benessere che possiamo anche non ricordarci ma c'è stata e vi ci riconosciamo.

Allora l'innamoramento è un'angoscia? Ritornando alla nostra proprietà transitiva si.. dovremmo riconoscerlo. A fin dei conti direi proprio di si, perchè i sintomi dell'angoscia sono il restringimento del respiro, l'avvertimento del pericolo della perdita e va compresa anche la deviazione della libido sull'oggetto d'amore. Infine è uno stato affettivo completamente inconscio, nonostante sia razionale e comprensibile. Potrebbe o no essere questa la definizione d'amore?


Yours, Vane

martedì 13 ottobre 2009

Congestione cerebrale


Una congestione nasale fa sentire anche la testa pesante, la si percepisce colma. Piena di pensieri, di immagini, di desideri, di voglie e privazioni, di paure e di gioie, di sogni e delusioni, di dimostrazioni e rimproveri. Non c'è più spazio, perchè c'è tutto. Si respira con la bocca e anche l'aria si fa sentire nella sua consistenza ed essa stessa riempie. Secca la bocca e si parla meno, si ascolta di più e quello che si ascolta rimane di più all'interno. E la tendenza a chiudere gli occhi fa sì che si pensi di più. E' un circolo vizioso. E le bustine all'arancia non riesco prorio a buttarle giù...

mercoledì 30 settembre 2009

Apologia al blog


Caro blog,

mai e poi mai avrei pensato di scusarmi con te. Sei stato abbandonato, non considerato affatto, quasi dimenticato. Presento la mia apologia che è fatta non di scuse ma di racconti. I fatti che mi hanno allontanato da te sono stati tanti, sono stati sommati e ti hanno tolto tempo. In verità hanno tolto tempo a me, ai miei pensieri, all'espressione di una frase, un concetto cogitato durante la giornata. I fatti sono stati doveri, sono stati preoccupazioni, ma anche svaghi, viaggi e divertimenti. Non ho voglia di annoiarti con relazioni dettagliate di questi, fidati.

Cosa vuol dire fidarsi? Bè, in effetti, per te, oggetto della tecnologia dovrebbe essere alquanto difficile.. Magari lo capisci da ome battono in fretta le dita sulla tastiera o dal numero di 111000111001001 che perchepisci sulla tua CPU, tra esseri umani è diverso, ma allo stesso modo complicato. C'è chi dice che basti quardarsi negli occhi, c'è chi dice che la fiducia è frutto di una profonda conoscenza consolidata da esperienze e dimostrazioni. Ti ho dato un esempio irrazionale e un esempio razionale. Per me è difficile definirla, si fa di entrambe. Requisito fondamentale è la complicità, il sapere o meglio il percepire un senso di tranquillità e serenità quando ci si trova di fianco all'altra persona. Perchè diremmo altrimenti "ispirare fiducia"? Ha qualcosa di razionale l'ispirazione? No, è genio, è magia, è una scintilla, un'emozione. C'è ma non è concreta e poi si attualizza, si concretizza.. in fatti, che diventano dimostrazioni per l'altro.

Chissà, caro blog, se nel tuo sistema binario riesco a ispirarti fiducia.
Yours,
Vane

venerdì 4 settembre 2009

Givin' life to live





Cuore: questa parola serve per moti o desideri di ogni genere, ma ciò
che è costante è che il cuore - negato o rifiutato che sia - vuole essere un
oggetto di dono.


E' questa una definizione che arriva dalla pagina di un libro, Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, fermatasi imprevedibilmente mentre il polpastrello del pollice accarezzava il bordo della pila di fogli.

Definire il cuore è definire la vita. Un dono. Vivere è gestire il cuore, farlo muovere, farlo desiderare, metterlo in gioco. Donarlo con il timore che venga respinto, che venga negato. Non importa. Donarlo significa comunque riceverne un altro in cambio.

Il mutuo scambio di vite è un mutuo scambio di cuori. E forse non è necessario parlare di scambio tra esseri umani o tantomeno restringere la categoria agli innamorati; donare il cuore per un'amicizia, per ricevere un sorriso, per un bel quadro, per una bella poesia, per una bella musica ha lo stesso valore. Un altro cuore in cambio, un altro vulcano di emozione, un'altra gioia, fanno in modo di riempire il vuoto che ha lasciato il cuore che si è donato per primi.

Nessuna paura a darne a piene mani, per qualsivoglia motivo; è la sua natura.

mercoledì 2 settembre 2009

Step by step



Passo dopo passo. Sempre in avanti. A volte solo con la punta delle dita, a volte è solo un giro, a volte sono due, a volte la scarpa è comoda, a volte fa male, stringe, da noia. Ma il passo è sempre in avanti. E la coreografia c'è, è tutta in testa. E' un sogno, ma non è prestabilito, è immaginazione, quindi può variare, modificarsi. Mai cambiare, mai "tornare indietro", ricordarsi, si, e magari quel passo non farlo più. L'importante è continuare. E senza fretta.
E testa avanti, schiena dritta e culo stretto. (Questa c'è sempre a fine elenco..!!)
E cinq, sè, sett, ott...
Yours,
Vane

domenica 30 agosto 2009

Fulmini a ciel sereno.


Fenomeno strano quello dei fulmini a ciel sereno. Eppure perfettamente spiegabile in determinate condizioni fisiche. Il senso traslato del congiunto di parole è "evento, spesso piacevole, inaspettato". Seppur visti da lontano hanno il potere di scaricare un pò di adrenalina nel corpo; un misto di paura e fascino. Desideri scoprirne le cause e allo stesso tempo rimanere ammaliato da tale spettacolo. In più una notte di spensieratezza e confusione, di tachicardie e voglia di ballare. La condizione atmosferica e quella contingente si sono combinate alla perfezione. I fulmini erano comunque lontani, non ancora qui.

Yours,

Vane

giovedì 27 agosto 2009

Ritiro studio.


Devi studiare? Cerchi pace e tranquillità? Nessun disturbo, nessun rumore? Pisa. Agosto.

Non esisteva soluzione più semplice. Tutto chiuso, le insegne nei negozi dicono "si riapre il 31 Agosto". Non prima. Cinema chiuso. Copisterie chiuse. Anche l'università è chiusa. Si ma io non è che mi posso rinchiudere in casa 24 h su 24.. muoio altrimenti. Sono alla ricerca di contatti umani, di vedere facce nuove.. Poi tutto ad un tratto un'idea. Piazza dei Miracoli. Piena, colma, stracolma.. mi basta incamminarmi verso la piazza che già torna in servizio il punto di informazioni turistiche ambulante e umano: io. "Scusi, è lontana piazza dei Cavalieri?" in accento tedesco.. "No, è proprio qua a dritto!" .."Oh, è bella?" .."Si..è bella.." sorrido stranita dalla domanda.. Bè, è qua dietro, vai, giudica te, no?? Bah, parina, mi sa che non aveva più voglia di camminare e il marito era a distanza, molto probabilmente con ancor meno voglia di lei..

Poi eccoci in Piazza dei Miracoli, però si, è proprio maestuosa. E io ogni volta che ci entro rido, quanto rido.. tutti in mezzo al prato nella solita posizione, a fare la solita cosa: la foto mentre si regge la torre.

Ma sono l'unica che la vuole buttare giù????


yours,

Vane


ps: Pisa Merda.

sabato 22 agosto 2009

Il Dio Apollo è stato ridicolizzato.


Per amore. Il dio Apollo, dio del Sole, è stato definito un baccalà incoronato di alloro. Pensare che quella corona di alloro doveva essere un pegno d'amore, verso quella ninfa di cui si era innamorato, quella Dafne che aveva rincorso per le selve dell'Olimpo. Un amore non corrisposto, che lo ha condannato. Lo ha condannato a piangere su quella donna che chiede a Zeus di trasformarla in albero, nel Lauro, pur di non essere preda di quel suo ben noto spasimante. Un baccalà. Si perchè forse non era guidato proprio dall'amore con la A maiuscola, insomma la sua era una mera caccia. Lei che fugge e in lui ancor più foga nel raggiungerla, nel possederla. Quello di Dafne allora è stato un riscatto; lei che doveva essere la sua stella e lui che è il re del sole e per diritto diporne a piacimento, non può. Pappappero. Lui piange alle sue radici, lei cresce.

Pollon voleva farla tornare una donna, perchè il suo papà soffriva tanto. Ma alla fine non può, la Dea di tutte le Dee le ha fatto capire che quello era solo un gioco, non era amore. Il desiderare una persona non vuol dire amarla, il fuoco tanto poi si spegne. Amore non è solo passione, non è solo fuoco, è anche gioire della freschezza dell'acqua, è anche provare freddo d'inverno.

Si arrostisce ora Apollo, in una pentola su un fornello.

mercoledì 19 agosto 2009

Sopra-vivere


A Camaldoli con un libro. Ci sono da leggere tanti libri "obbligati" per l'esame di Letteratura Spagnola e per questi due giorni into the wild nella foresta Casentinese di Camaldoli ho scelto quello che poteva essere un pò più "spirituale" e che in fondo potesse piacermi di più... Si tratta di Niebla di Miguel de Unamuno. Ottima scelta direi.. E' un libro un pò particolare, è sperimentalista nella corrente spagnola del tempo, utilizza quella che conosciamo come metaletteratura, ma in realtà la supera ed in questo è unico, poiché lo stesso autore entra nel testo e ne diviene personaggio.

Tema base: l'esistenza.

Qui viene messo tutto in discussione; il solo fatto che l'autore entri nel testo lo fa diventare irreale come il personaggio di cui racconta la storia, estrema importanza alla parola dunque, a chi credere? Al protagonista della novella o al suo autore? Chi racconta in realtà? Cosa racconta? La vita di chi? E soprattutto: è l'autore che da vita al protagonista o è la novella, la storia dei protagonisti che danno vita all'autore? Fulcro del libro è la confusione trasogno e realtà, che credo si possa riassumere in queste parole:

" Non è per caso che tutto questo sia un sogno di un qualche Dio, che svanirà nonappena Lui si svegli, e che sia per questo che preghiamo, che gli dedichiamo canti e inni, per addormentarlo, per prolungare il suo sonno? Non è per caso che la liturgia tutta, di tutte le religioni, sia un modo di abbracciare il sogno di Dio per fare in modo che non si svegli e smetta di sognarci?"

Non a caso alla morte del protagonista, questo apparirà nei sogni dell'autore, il suo Dio...

Sopravvivere quindi, vivere al di sopra. Nella niebla, la nebbia.

Bè, poi essendo un libro che parla dell'esistenza, non può che affrontare i temi della vita; quelli che si sintetizzano in tre parti del corpo, la testa, il cuore e lo stomaco, che sono l'intelligenza, il sentimento e la volontà. " Si pensa con la testa, si sente con il cuore e si vuole con lo stomaco". "Lo stomaco elabora i succhi che fanno il sangue, il cuore nutre assieme a questi la testa e la testa fa in modo che sia lo stomaco che il cuore funzionino."


Spero di avere suscitato un pò di interesse per questo autore che pochi conoscono, che ormai ha scritto due secoli fa ed è un pò cadudo nella dimenticanza.. Almeno spero di averlo fatto un pò vivere in queste parole del post..


Nebbia, Miguel de Unamuno.

ps. la traduzione in corsivo è mia, magari si trova scritta meglio eh..


Yours, Vane

lunedì 17 agosto 2009

L'infinito


Dall'ermo colle si son visti infiniti spazi, ma gli sterminati silenzi non si sono uditi...!

Ecco, il filo di sarcasmo se ne va se si pensa che il caro Leopardi paraccio era sempre solo, mentre io ero almeno ero in compagnia; una bella, grossa, felice, gargantuesca e a tratti grottesca compagnia! (perdonatemi le ridondanze..) Spagnoli, Americani e Italiani tra le colline Toscane, il buon vino, il prosciutto, il pecorino, la bistecca fiorentina, i cantucci alle mandorle.. eh... Che fatica!


La vostra cara Vane,

con un paio di chiletti in più..


giovedì 13 agosto 2009

Catch it!


Le stelle son cadute, le abbiamo viste. Distesi sul prato, con gli occhi cacciatori. Si sa che si deve esprimere un desiderio. Ognuno ha un desiderio da esprimere, uno, due, cinque, mille! Si ma poi quante stelle si riusciranno a vedere? Meglio esprimerne tanti o ricercare il migliore da ripetere? Dispari poi, che sennò come la calamita due poli uguali si respingono e il desiderio non s'avvera. Caccia alla stella e caccia al desiderio.

A me emoziona tantissimo. Vorrei provare a descrivere a sensazione, vediamo..

Ecco, la stella è il sogno, è magia, è stupenda e irraggiungibile. Ad essa abbiniamo il desiderio. Questa cade e ti fa sperare che quella sua magia, quella scia di irrazionalità e bellezza arrivi dritta fino a terra, fino alla realtà, fino a noi. Il momento in cui l'aspetti c'è tutta la trepidazione che veramente possa avverarsi qualcosa di bello. Nessun aggettivo migliore di bello. E l'aspettare il momento giusto, lo stare all'erta per non farcela sfuggire, l'urlo di gioia quando se ne vede una sono l'emozione e l'amore per quello che si è visto e il sorriso poi quando si torna a casa.


venerdì 7 agosto 2009

Camomilla e Menta


La regina delle Tisane ieri ha parlato. Ha dato consiglio ad una disperata adepta bisognosa di un lungo riposo. La necesittà era quella di sprofondare in un sonno qualitativamente perfetto, quantitativamente il più possibile prolungato e ininterotto.

La soluzione più immediata era la richiesta alla nonna di qualche goccia di sonnifero. Drogatemi, chissenefrega. Poi ecco, all'apice della disperazione ariva un consiglio: "camomilla e menta".

Torno a casa. Ce l'ho. Non importa se è il 6 Asto, se è l'una di notte e ancora fa un caldo che non si respira. Mi preparo l'infuso. Caldo. Caldissimo. Sudo. Lo finisco. (Anche buono tutto sommato....)Sbadiglio. Cala la palpebra. Dormo. Profondamente, ininterottamente fino a.......le 10 di mattina. Record.

Grande soddisfazione ad aprire gli occhi, andare a vedere l'orologio e vedere che quelle lancette hanno superato di ben due ore e 5 minuti le classiche, ben note 7.55. E' stato come se avessi vinto la medaglia olimpica.

Appllausi, grida di gioia, fotografie, l'inno nazionale..tut dentro di me!


L'unica cosa è che ancora mi sento un pò rincoglionita...mah..


venerdì 31 luglio 2009

End of the Summer Camp











Belli i bambini. Dolci i bambini. Creativi i bambini.

Belli i bambini quando ti sorridono. Dolci i bambini quando ti abbracciano. Creativi i bambini quando ti stupiscono con i disegni e le osservazioni acute.

Belli i bambini anche quando piangono. Dolci i bambini anche quando ti stringono forte il collo e piangono sulla tua spalla. Creativi i bambini quando riescono a disegnarti ovunque (mentre piangono).


Belli i bambini anche quando urlano..nelle orecchie. Dolci i bambini anche quando sono così contenti di avere costruito la loro barchetta e poi ti infilzano dolcemente con l'albero maestro. Creativi i bambini anche quando "se non soffri il solletico ti tiro il naso"!


E qui abbiamo concluso.

Il tirocinio al Summer Camp del Vasari Rugby è OVER!


Nonostante le note sarcastiche del post rimangono tutti belli, dolci e creativi. Non docili, ecco.




martedì 28 luglio 2009

The picture you'll regret!


Si, esatto. Questa è una di quelle foto da rivedere tra 20 anni. Quando avrò già una famiglia e mostrerò ai miei figli dicendo loro: "ecco la mamma come andava al giro a vent'anni!" Occhiali con i fiori, orecchini con le farfalle e bandana con le ciliegie e il corpo di un sedano che si sporge al primo sole di una domenica di luglio!

lunedì 27 luglio 2009

Taglio netto al braccialetto

Le prime parole del mio primo post del mio blog. Uh, eccole ce l'ho fatta a metterle in fila! La prima frase è andata, parole a caso per sbloccare il panico da foglio bianco. Anche se elettronico, anche se la frase non è effettivamente una vera frase..niente verbo, niente complemento oggetto.. Una frase nominale, quasi un titolo.. Alla fine va anche bene. Ah, perdnatemi se mi perdo in queste analisi della scrittura, alla fine sono una "linguista", deformazione professionale! :P Potrebbe succedere spesso nei prossimi post, già porgo le mie scuse se vi annoio..
Un primo ringraziamento particolare se mi trovo qui a ballare il tip tap con le dita sulla tastiera va alla mia amica Caterina, lei che, al contrario della sottoscritta, con la tecnologia ha molta dimestichezza e ha mi ha dato un pò di dritte per far si che anche io mi creassi questo diario on-line! Il suo blog merita una visita per questo se già non lo avete scrivo l'indirizzo: cenina-caterina.blogspot.com. Eccolo! Tra le righe appena scritte leggete anche "Ovviamente ogni elemento decorativo-funzionale nuovo che apparirà su questo blog sarà opera sua o mia sotto sue istruzioni!
Ora però vi spiego il titolo al post: "taglio netto al bracialetto". Ovviamente non si trattava di un braccialetto d'oro a non so quanti carati, né d'argento, né un braccialettino coloratissimo del marocchino che NON TE LO VENDE MA TE LO INCOLLA ALLA MANO DICENDOTI CHE E' UN REGALO PERCHE SEI TANTO CARINA appena lo incroci per la strada (il maiuscolo non è casuale) E POI TI SENTI UNA MERDA SE NON GLI DAI NIENTE, ma era il braccialetto del Play Art. Entriamo nella descrizione dettagliata. Era il pass per poter liberamente entrare ad ogni concerto/mostra/spettacolo teatrale che è stato organizzato nella nostra cara città di Arezzo durante la scorsa settimana. Il mio pass è stato guadagnato onestamente dopo avere lavorato come maschera al primo concerto di presentazione, ospite l'ormai in là con gli anni Patti Smith, veterana di Woodstock..che dire..le è proprio rimasto nel cuore.. Lo dico con un lieve sarcarsmo se non si è capito, dopo che l'abbiamo vista tutti scatarrare durante una canzone. Succede eh..
Ma poi i cncerti si sono susseguiti, ed è stata una escalation di sorprese ed entusiasmo. A cominciare dai gruppi locali formati da quei ragazzi con cui hai fatto le scuole medie e che rivedi a cantare e suonare magicamente sul palco davanti ad una folla di persone che ascoltava e apprezzava, per poi passare al concerto della grande Tracy Chapman. Mitica. Ad ascoltarla eed a cantare con lei persone di tuttele età, tutte con la stessa emozione. Una cantante che resta nel tempo e canta canzoni senza tempo. Ascolarla è viaggiare, la sua esperienza è l'esperienza di tutti e se non la si è provata lei è in grado di descrivercela con eccellenza, sensazioni comprese. Elogio alla Tracy, elogio anche alle esaltanti scenografie di Vinicio Capossela, all'aria di magia che ha portato sul palcoscenico. La parola non è casuale, il suo concerto è veramente stato anche teatro. Gran finale con i Negrita, gruppo aretino che ovviamente è riuscito a radunare molti aretini a godersi lo spettacolo e a cantare a squarciagola!
Stasera però siamo stanchi ed era necessaria una corsettina per buttare fuori dai pori un pò di tutta quella polvere mangiata a fare il pogo sotto il palco! Sempre per poi godersi al massimo la cena e sbracarsi sul divano con il cane al fianco e il rumore dei ricordi che si fanno parole sullo schermo del computer.

Sembra abbastanza per il primo post?

Buonanotte lettori, a presto!

Yours,
Vane